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Internazionalizzare: una necessità, oggi più che mai

banner linkedinIn un mercato sempre più competitivo, dominato dall'incertezza e dalla necessità di creare nuove opportunità per scongiurare cali di fatturato e situazioni di stallo, molte aziende intravedono nella possibilità di esportare prodotti e servizi un'opportunità da non lasciarsi scappare. Molte altre, che invece hanno già investito in processi di internazionalizzazione, hanno necessità di consolidare quanto costruito ed individuare valide alternative per gestire i processi in un momento storico che scoraggia le missioni all'estero e limita gli spostamenti e in un momento storico in cui la presenza digitale è di fondamentale importanza.
Internazionalizzare oggi non può essere considerata un'opportunità ma piuttosto una necessità per allargare i propri orizzonti e creare nuove strade per il proprio business. Come fare?
Innanzitutto è necessario analizzare la propria azienda, mettendo nero su bianco il proprio modello di business per cogliere punti di forza e debolezza ed individuare nuove opportunità. Solo da un’analisi accurata del proprio modello di business è possibile individuare strategie e percorsi per guidare l’innovazione.

Finanziamenti per l'export, 50% a fondo perduto!

banner linkedinDa oggi le imprese che richiedono un finanziamento per accedere e competere sui mercati internazionali possono ottenere la metà della somma richiesta a fondo perduto, ossia senza obbligo di restituzione. 
La nuova agevolazione è stata resa possibile dal via libera ottenuto di recente dalla Commissione Europea che estende temporalmente questo vantaggio fino alla fine del 2020, con un limite di 800 mila euro complessivi di componente di aiuto
La misura del fondo perduto al 50% è solo l’ultimo step di un progressivo potenziamento dello strumento Finanziamenti per l’internazionalizzazione che ha preso il via nel culmine della pandemia da Covid19 e che ha previsto un ampliamento senza precedenti degli strumenti SIMEST sia in termini di risorse, sia di raggio d’azione. 
Attraverso l’introduzione di successivi interventi normativi mirati a risollevare la difficile congiuntura economica è stata quadruplicata la disponibilità del fondo pubblico da cui SIMEST attinge la liquidità per finanziare le aziende, è stato eliminato per il 2020 l’obbligo di presentare garanzie, sono stati innalzati gli importi massimi, è stata ampliata la gamma di spese finanziabili, è stata allargata la platea delle imprese che possono accedervi e – soprattutto – è stata estesa l’operatività dei finanziamenti anche a progetti di internazionalizzazione in Paesi dell’Unione Europea. 

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Strumenti per il Made in Italy digitale nel mondo

digital marketingL’accesso delle PMI all’economia digitale, in chiave internazionalizzazione, è fra i primi punti da attuare nell’ambito del Patto per l’export firmato a inizio giugno dalla Farnesina, insieme all’adozione delle misure del Piano Straordinario di promozione del Made in Italy a sostegno del sistema fieristico, e al potenziamento delle intese nel mondo con la grande distribuzione organizzata e le piattaforme internazionali di e-commerce.

Il decreto Rilancio (dl 34/2020) rafforza le misure per l’export e l’internazionalizzazione delle imprese già previste dal Cura Italia mettendo a disposizione nuove risorse anche al servizio di finanziamento agevolati alle imprese. Il decreto Liquidità imprese finanzia  invece i prestiti per le imprese che esportano. E ci sono una serie di strumenti di ICE e SACE che spaziano dagli incentivi per la formazione alle informazioni economiche e commerciali sui paesi esteri su cui puntare.

In definitiva, sono diversi gli strumenti che il Governo ha messo a punto, anche nell’ambito delle norme per il rilancio dopo il Coronavirus (ma non solo), per le PMI che vogliono internazionalizzare. Vediamo una breve panoramica.

Arriva Facebook Shops per aiutare le Pmi online

facebook shopsFacebook fa un altro passo nell'eCommerce. Lancia 'Facebook Shops', vetrine virtuali per aiutare le piccole e medie imprese a potenziare le vendite online, in un periodo in cui l'epidemia del coronavirus ha fermato tanti negozi fisici. La funzione, disponibile anche in Italia, ha l'obiettivo "di rendere lo shopping sempre più immediato e consentire a chiunque, dal piccolo imprenditore al marchio globale, di usare le nostre app per connettersi con i propri clienti", spiega la società.

Boom ecommerce: il 75% di chi ha comprato online nell’ultimo mese non lo aveva mai fatto prima

Ecommerce di successoCon un parallelo un tantino macabro, ma vero, si potrebbe dire che in questi difficili giorni di coronavirus imperante, ad ogni aumento del numero dei contagi è aumentato parallelamente l’accesso ai siti di e-commerce, portando al collasso le consegne di grandi catene mondiali di food – e della stessa Amazon – che sembrava una corazzata dalla logistica inespugnabile. E’ bastato un virus. “Abbiamo condotto una ricerca lampo su 200 dei nostri associati scoprendo che il 75% degli acquirenti da siti di e-commerce non lo aveva mai fatto prima. Quindi si tratta di nuovi utenti che, si spera, porteranno in alto la percentuale di oggi. Solo il 7% degli acquisti in Italia viene eseguito online, contro il 30% della Gran Bretagna” commenta Roberto Liscia presidente di Netcomm che associa le principali aziende di commercio online.

La comunicazione ai tempi del Covid-19

Analizziamo alcune delle strategie di comunicazione e delle campagne social più interessanti che i grandi brand hanno messo in atto in queste ultime settimane per adeguarsi all'emergenza coronavirus
 

La comunicazione è importante, anche in tempi di emergenza sanitaria e pandemia mondiale. E le grandi aziende lo sanno bene. Per questo brand affermati in tutto il mondo come Coca-ColaMcDonald’s e Volkswagen hanno deciso di modificare il proprio logo o di lanciare campagne social per lanciare messaggi di solidarietà o per incoraggiare il distanziamento sociale.

Il coronavirus, infatti, sta sconvolgendo le abitudini e la vita quotidiana dei cittadini di tutto il mondo, imponendo regole e restrizioni molto rigide, fra cui la messa al bando di baci, abbracci e strette di mano e la quarantena forzata di milioni di persone. Si tratta del più grande problema sanitario, economico e sociale della nostra epoca e forse dal secondo dopoguerra. È proprio in un momento di grave crisi come questo che una grande azienda dimostra la sua forza e tutto il suo potere comunicativo.

Vediamo da vicini gli esempi più riusciti e interessanti di queste ultime settimane:

Il logo della Coca-Cola si distanzia

Intelligente e originale è la nuova campagna pubblicitaria della Coca-Cola che campeggia in questi giorni a Times Square (New York) e che è stata lanciata anche sui canali social di Coca-Cola Mexico. La multinazionale ha modificato l’iconico logo per inviare un messaggio importante: “Essere separati è il modo migliore di stare insieme”.