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Fai pubblicità su Messenger di Facebook

A oltre due anni dal lancio di Messenger come piattaforma a sé stante, la consacrazione definitiva si chiama pubblicità: a partire dalle prossime settimane infatti, sul servizio di messaggistica di Facebook compariranno annunci pubblicitari.

A comunicarlo è stata l’azienda stessa in un post ufficiale nel quale spiega che l’esperimento continua, dopo un test portato avanti in Australia e Tailandia, per toccare una piccola percentuale di utenti, questa volta in tutto il mondo.
Le aziende quindi, potranno veicolare annunci per le loro campagne promozionali, che compariranno esclusivamente nella sezione home dell’applicazione, vale a dire non all’interno delle singole conversazioni. Quella, semmai, resta una prerogativa delle imprese che sfruttano servizi chatbot – era aprile del 2016 quando Facebook annunciò l’apertura agli sviluppatori di bot sulla piattaforma – che possono decidere quali contenuti condividere con gli utenti con i quali intrattengono già un rapporto.

La notizia della pubblicità su Messenger, all’inizio del test, fece storcere non poco il naso: in molti hanno sostenuto che avrebbe potuto rendere l’esperienza d’uso decisamente meno naturale. Eppure, un portavoce di Facebook che l’espansione segue l’esperimento promettenteportato avanti all’inizio di quest’anno nei due Paesi su citati. Il resto delle conferme spetterà, come sempre, al pubblico.

La Champions League gratis in streaming su Facebook

Grazie a un accordo con Fox Sports, il social network potrà trasmettere le partite di calcio in streaming sul territorio statunitense.

La stagione 2017-2018 della UEFA Champions League potrà essere seguita in streaming e gratuitamente su Facebook dai tifosi oltreoceano. 

Il social network, che ha raggiunto nelle ultime ore il traguardo di 2 miliardi di utenti attivi al mese, ha concluso positivamente un accordo con Fox Sports , il canale tematico televisivo con sede a Los Angeles. La notizia è stata riportata dall’agenzia di stampa britannica Reuters.

Riflessioni sulle imprese italiane

umberto bertele«Un tempo con un’idea vincente campavano tre generazioni, oggi non è più così, al massimo si tira avanti dieci anni: la vita delle imprese, se non si rinnovano di continuo, è molto più breve di quella lavorativa».

Il professor Umberto Bertelé, tra i fondatori del corso di laurea in Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano, presidente degli Osservatori Digital Innovation della School of Management del medesimo e autore del libro Strategia (Egea), una bibbia per chi vuol sapere dove andrà il lavoro nei prossimi anni, non è in vena di sconti al sistema Italia. «E perché dovrei» affonda il dito nella piaga, «mi sa dire negli ultimi vent’anni quante grandi imprese siamo riusciti a generare? La nostra storia di maggior successo è la Yoox, che vale in Borsa due miliardi. È cambiato anche il modo di ragionare degli imprenditori, non si punta più a creare dinastie industriali ma ad avere successo per vendere al meglio le loro imprese».

Il ritorno dell’ex cervello in fuga. Rinuncia al posto fisso di 5mila euro netti per aprire una startup in Italia

MarioVillaniMollare tutto e fare un doppio salto carpiato nel vuoto, al buio. Stracciare un contratto a tempo indeterminato (rarità, oggi, per un under 30), lasciare una posizione rispettata e, soprattutto, uno stipendio da 5mila euro netti al mese. Per fare cosa?

Per avviare una startup di consegna di cibo sano a domicilio in Italia. Con tanta fatica e zero certezze su un ipotetico successo. Ma tant’è: questa è la storia di Mario Villani, 28enne, barese.

Un ex cervello in fuga che ha deciso di fare ritorno a casa per mettere a frutto le competenze acquisite all’estero e durante gli anni di studio. E che da tre settimane ha lanciato Nutribees, diventando imprenditore di se stesso. “Il nostro  è il Paese più bello del mondo – confessa – e io volevo costruire qualcosa di mio, qui”.

La pubblicità occulta è sotto scacco: Chiara Ferragni esce allo scoperto

ferragni todsChiara Ferragni esce allo scoperto e sui social ammette pubblicamente di essere un “mezzo” per la pubblicità. Insomma le sue foto non sono “solo” scatti rubati alla vita quotidiana, ma sono anche studiati nei dettagli e venduti a clienti precisi. E’ solo un piccolo passo verso la fine della pubblicità occulta già denunciata all’Antitrust e all’Agcom – e a più riprese segnalata da Business Insider Italia -, ma qualcosa si muove. Anche perché da parte dell’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria (Iap) è in arrivo una stretta nei confronti della pubblicità occulta sui social. L’idea di fondo è proprio quella di mettere un freno alla disinvoltura con cui le star del web pubblicizzano questo o quel prodotto facendo finta di nulla. La pubblicità è certamente l’anima del commercio e non c’è nulla di male a far il testimonial di una crema o di una marca di pentole; piuttosto è grave che la relazione economica tra un marchio e un personaggio noto non sia resa pubblica.

Hyperloop è il veicolo che si avvicina al teletrasporto

Hyperloop OneHyperloop One collegherà la Sardegna con la Corsica. Un tragitto tra Cagliari e Bastia percorribile in soli 40 minuti. Un progetto decisamente rivoluzionario che giunge anche in Italia, dopo averne conosciuto le potenzialità come sistema di trasporto veloce formato da capsule e condotte.